Anno 2049

Anno 2049

Mi chiamo Aurora, sono mamma di due bambini di undici e dieci anni. Nel 2020 ero poco più che una bambina. In quel periodo avevo assaporato la libertà di prendere il mio monopattino elettrico e andare a casa della mia amica Giulia. Delle sere restavo a dormire da lei, con il consenso di mamma, ovviamente. Oppure ci trovavamo ai giardinetti con le altre amichette e passavamo interi pomeriggi ad ascoltare musica sui Social. Finiva che poi ci mettevamo a ballare, c’era sempre qualcuna che conosceva una mossa migliore delle altre. Ci piaceva anche riprendere le nostre esibizioni con lo smartphone ma rimaneva tutto tra di noi, era il nostro mondo. La mamma quell’anno mi aveva anche iscritta a pallavolo. Ero felice di allenarmi con le mie compagne. Poi quel Virus cinese che sembrava non riguardarci per niente, arrivò nel nostro paese come uno Tsunami. Nel giro di un paio di settimane la mia vita di ragazzina cambiò radicalmente. Quelle libertà che incominciavo ad assaporare mi vennero negate tutte insieme in un colpo solo. Perfino poter fare un giro dell’isolato in monopattino, divenne un’attività fortemente sconsigliata. Andare ai giardinetti, assolutamente vietato.

Oggi i Guardiani del Popolo garantiscono l’ordine pubblico, sono inflessibili, ai limiti della spietatezza. Gli sconvolgimenti economici e sociali che si verificarono negli anni 2020 e 2021 provocati dalla diffusione del progenitore di tutte le pandemie moderne, ovvero il COEB V20, spinsero i governi nazionali ad adottare misure di pubblica sicurezza sempre più severe. Il Covid 19 aveva fatto un ulteriore salto nel suo processo di mutazione. Non si sa bene in che termini ma quando in paesi dell’Africa centrale quali Congo, Angola, Uganda e Tanzania ci fu uno scambio tra specie selvatiche portatrici del Virus Ebola e individui umani già infetti da Corona Virus, avvenne qualcosa di simile ad una strana aggregazione molecolare. Fu la genesi di un nuovo microorganismo patogeno pericolosissimo. Le migrazioni delle popolazioni africane verso l’Europa e i paesi occidentali in genere, fecero il resto. Ma gli stessi occidentali non poterono chiamarsi fuori data la numerosa presenza di multinazionali operanti proprio in quelle aree africane incriminate. Il massiccio disboscamento, le attività estrattive, la distruzione degli habitat della fauna selvatica, crearono un forte squilibrio dell’ambiente naturale. Il rischio della messa in circolo di nuovi virus ne fu una conseguenza diretta.

Fu un trentennio di cambiamenti epocali. Dal 2020 in poi si succedettero epidemie e calamità naturali una dietro l’altra. Le nazioni più avanzate adottarono politiche di transizione ecologica rivoluzionarie a prezzo di enormi sacrifici economici. Ma chiusero le frontiere a quei paesi del Mondo che non avendo le stesse risorse economiche, adottarono invece delle politiche pervasive di controllo della cittadinanza. A tutta la popolazione venne fatto obbligo d’indossare sempre il braccialetto elettronico identificativo, allo scopo di tenere tracciati tutti gli spostamenti d’ogni singolo individuo. Pena l’arresto. Il fine ultimo di tutte le misure messe in campo, fu quello del contingentamento dei rapporti umani diretti. Vennero proibite le grandi adunate. Ristoranti, cinema, teatri e locali notturni ridussero drasticamente il numero degli ingressi creando una discriminazione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. Gli anni del Virus COEB 20 destabilizzarono completamente l’economia mondiale. In paesi come l’Italia fallirono centinaia di aziende con la conseguente perdita di molti posti di lavoro. Chi invece conservò un impiego, vide mutare le proprie condizioni di lavoro da un giorno all’altro. I dipendenti superstiti, dopo quei giorni tragici si ritrovarono a lavorare in azienda quasi assoggettati ad un regime di restrizione delle libertà individuali, al solo scopo d’incrementare al massimo la produttività e garantire la sopravvivenza dell’azienda stessa. Lo Stato Italiano per far fronte all’epidemia, si indebitò a tal punto che poi in seguito non ebbe adeguate risorse economiche per sostenere chi era rimasto senza lavoro. Nel paese si creò una nuova classe sociale di poveri che diede impulso a forti proteste. Le scene di guerriglia urbana che si erano viste qualche anno prima in Francia divennero ormai una triste consuetudine anche in Italia, Spagna e Grecia. Proprio quelle lunghe ed interminabili sommosse popolari spianarono la strada a governi autoritari. Le formazioni dei Guardiani del Popolo vennero costituite proprio in quegli anni con la funzione di garantire con ogni mezzo possibile l’ordine pubblico e il controllo preventivo della cittadinanza. Assunsero poteri assoluti d’ispezione, indagine, perquisizione e arresto.

D’altro canto, il sistema economico sperimentò il fatto che una società di individui isolati, fosse una società più bisognosa di beni e servizi, quindi in ultima analisi, in grado di garantire ottimi guadagni agli attori di mercato. Il sistema industriale però divenne solo in minima parte più sostenibile: infatti l’impennata del ritmo produttivo richiese uno spropositato consumo di materie prime e risorse naturali, senza avere la possibilità di rigenerarle. L’industria chimica e quella petrolifera, naturalmente furono in prima linea nel sostenere la risalita del sistema produttivo. Alla fine degli anni venti ciò che importava veramente era riportare il livello del PIL al ritmo di crescita degli anni pre-crisi. L’ambiente ancora una volta avrebbe dovuto aspettare.

Il risultato finale di questa deriva, provocò tragicamente un declino complessivo degli ecosistemi planetari. Dopo gli anni venti, il livello d’inquinamento dell’aria era rimasto sostanzialmente immutato, abbondantemente oltre la soglia consigliata. In più ad esso si aggiunse la sempre minore disponibilità di risorse idriche, sia per l’ormai cronica scarsità delle precipitazioni, sia per la crescente contaminazione delle falde acquifere.

Tutto ebbe inizio a partire da quel maledetto 2020…Oggi quanto è accaduto mi porta alla triste conclusione che non si sa bene come ma all’improvviso in quei giorni fummo catapultati in un’economia di guerra dove ogni comportamento sociale venne limitato, quasi represso. Se ci pensiamo bene, proprio in un’economia di guerra vengono garantiti solo i servizi “essenziali” mentre il resto delle altre attività umane viene perseguito.

La sensazione è che si possano fare tutta una serie di considerazioni intermedie, tutte lecite, per carità. Ma poco risolutive. Allora forse dovremmo risalire il problema a monte, alla fonte. Quella vera però, senza perderci inutilmente in qualche caotico mercato cinese. Forse sarebbe la buona volta di capire che le grandi catastrofi di questo Mondo sono tutte interconnesse, in stretta relazione una con l’altra. Se ad esempio assumiamo come dato di fatto che le pandemie si diffondono in luoghi affollati, ebbene il Pianeta Terra nel 2020 contava circa 8 Miliardi di esseri umani. Le proiezioni demografiche davano la popolazione mondiale nel 2050 oltre il tetto dei 10 Miliardi. Eravamo tutti sulla medesima nave che stava affondando ma continuammo ad imbarcare passeggeri…Se oggi la popolazione del Pianeta Terra – poco oltre gli 8 Miliardi di persone – è cresciuta meno di quanto ci si aspettasse, il fatto è dovuto unicamente agli sconvolgimenti naturali che hanno limitato l’incremento demografico, al prezzo di morti ed enormi sofferenze: alluvioni, uragani, siccità prolungate, incendi, sono tutte facce della stessa medaglia.  E ancora, intere aree geografiche contaminate da inquinanti e infine una serie di epidemie che quando sembrano vinte, esplodono in improvvisi focolai causati dai contatti umani.

Mentre vi scrivo questa lettera, guardo i miei piccoli che vedendomi così taciturna, mi chiedono incuriositi a cosa sto pensando: “sapete bambini cosa penso? Che noi siamo proprio una famiglia fortunata. All’interno della nostra Colonia abbiamo tutto. Per ogni Kilometro quadrato della riserva c’è un’unità di depurazione dell’aria alimentata ad energia solare. Il vostro papà ci ha visto lungo quando nel 2022 ha deciso di partecipare ad uno dei primi Bandi di Adesione Volontaria per la costruzione di una Colonia Bioprotetta. Qui abbiamo la fortuna di avere una bella foresta che è un rifugio per alcuni animali selvatici ma in un certo senso anche per noi umani. Ma la fortuna più grande è che la montagna che c’è qui sopra ci garantisce la presenza di ben due fonti d’acqua potabile. Oggi l’acqua costa più del Petrolio ed è proprio per questo motivo che i nostri Pionieri nel ‘22 scelsero questo territorio come area prediletta per realizzare la Colonia. Nei periodi di forte siccità oppure quando arrivano le tempeste acide, abbiamo sempre una scorta d’acqua potabile grazie al nostro acquedotto supplementare che pesca da una falda acquifera in profondità nel sottosuolo e poi micro filtra in superficie. Quella fu l’impresa ingegneristica più costosa. In quegl’anni i nostri Pionieri erano considerati degli estremisti nonostante tutte le catastrofi ambientali già diffuse ovunque…”

A questo punto però i miei figli non mi seguono più, sono bambini e hanno voglia di divertirsi. Così escono in giardino e si mettono a giocare a nascondino. Già proprio a nascondino, potrebbe sembrare qualcosa di superato, roba dei secoli passati. Eppure non avete idea di cosa pagherebbero i bambini delle ex aree metropolitane le cui famiglie non sono riuscite in nessun modo ad entrare in una delle Colonie Bioprotette sparse qua e là nel territorio italiano. L’età media della popolazione che vive in quei luoghi è sensibilmente più bassa rispetto a chi vive nelle riserve. Hanno scarsissime difese contro le catastrofi climatiche e poi la loro libertà è ridotta al minimo: per mantenere l’ordine pubblico, i Guardiani del Popolo hanno limitato drasticamente i contatti sociali fra le persone. Poi non avete idea di cosa significhi vivere in un ambiente dove l’aria è tossica e l’acqua potabile scarseggia. Le malattie respiratorie non si contano e in aggiunta ci sono continui episodi di sciacallaggio per accaparrarsi anche solo una bottiglia d’acqua. Per non parlare della moltitudine di ceppi virali sempre pronti a sfociare in contagi di massa. Laggiù tutto si deve consumare nelle mura domestiche. Anzi quella povera gente ha subito un vero e proprio lavaggio del cervello che li ha fatti diventare consumatori compulsivi senza freni. Sono loro che inconsapevolmente garantiscono la fortuna delle grandi multinazionali. D’altronde a quei poveretti non resta che lavorare, consumare  e morire. Tutto sotto gli occhi inflessibili dei Guardiani del Popolo.

Sarà meglio che io la faccia finita con questi ragionamenti… guardo i miei figli dalla finestra e sono rincuorata nel vederli rincorrersi nel prato senza che ci sia una rete o un cancello a limitarli…a dirla tutta, in realtà ogni Colonia ha un suo perimetro sorvegliato da telecamere e droni di sicurezza. Chi varca il confine senza autorizzazione viene immobilizzato dal drone che spara una scarica elettrica. I droni sono armati anche per la difesa contro veicoli non identificati. Qui comunque abbiamo la fortuna di avere una vita sociale aperta ad ogni tipo di relazione. Abbiamo la possibilità di fare lunghe passeggiate nella nostra foresta, da soli o in compagnia. Abbiamo la possibilità di intrattenerci con chi vogliamo all’interno di locali pubblici e di svago.

Certe volte però di notte penso a Giulia, la mia amica d’infanzia che con la sua famiglia non ha potuto entrare in nessuna Colonia. Nel mondo ci sono ancora milioni di persone che vivono in territori non protetti. Sono esseri umani fragili che si ammalano facilmente o hanno disturbi mentali seri. Certe notti quando penso a Giulia, ancora mi viene da piangere. Rimpiango tremendamente quei tempi in cui potevamo essere bambini spensierati, liberi di stare all’aria aperta e di sognare insieme. Allora il Pianeta Terra era ancora un luogo che infondeva speranza. Oggi di Giulia non so più niente, non so nemmeno che fine abbia fatto. I Guardiani del Popolo impediscono ogni scambio d’informazioni tra chi vive all’interno delle Colonie con i disgraziati che stanno fuori.

Quelli che si credevano i padroni del Mondo non hanno mai smesso di spargere il loro veleno di morte. Però da oggi mi prometto di raccontare ogni giorno ai miei figli quanto era bello il Pianeta Terra quando ero bambina. Credo sia giunta l’ora di crescere una generazione di esseri umani che raccolga i cocci del mondo e provi a rimetterli insieme.

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